Spesso veniamo a conoscenza di correntisti che, in debito con le banche, vengono sollecitati a rientrare con grande insistenza se non con minacce vere e proprie. Nel caso di cui ci siamo occupati, le telefonate da parte di un istituto di credito di rilevanza nazionale erano quotidiane anche in ore serali non solo nei suoi confronti ma anche verso i garanti. La ragione di tanto accanimento era il pagamento di presunto debito bancario di euro 7.932.147. A nulla erano servite le promesse e le preghiere da parte del correntista affinché la banca avesse un po’ di pazienza e non agisse giudizialmente come continuavano a minacciare i signori della banca. E dire che il correntista aveva fatto letteralmente i salti mortali per procurare il denaro anche rivolgendosi a soggetti non proprio raccomandabili e ingrassando i negozi compro oro vendendo tutte le cose più care. Purtroppo per la banca succede che un giorno cambia totalmente il rapporto di forze a seguito di una nostra analisi peritale e conseguente contestazione del presunto debito il correntista si rivolto alla Giustizia Il Giudice ha disposto che venisse eseguita una CTU consulenza Tecnica di Ufficio che alleghiamo con la puntuale conferma della nostra analisi. Il risultato è stato che non era il correntista debitore ma la banca. La nostra perizia era perfetta da un debito reclamato dalla banca di euro 7.932.147 il Tribunale ha riconosciuto un credito per il correntista di euro 3.138.304.
Altro esempio significativo che non c’è da fidarsi del nostro sistema bancario.